Caseificio Cirigliano

Casari dal 1920

La qualità dei formaggi pugliesi... da oltre un secolo!

1920: nel meridione post guerra la famiglia Cirigliano decide di mettere in piedi un'attività per valorizzare il latte del territorio e trasformarlo nei prelibati prodotti caseari che rendono famosa la regione. Il Caseificio Cirigliano comincia la sua avventura in Lucania, per spostarsi poi in Puglia, nella storica Masseria Calapricello di Pulsano, paese dell'alto Salento tarantino dove ha sede lo stabilimento odierno. Dopo oltre un secolo, generazione dopo generazione, la storia va avanti, e se intorno tutto cambia, resta intatta l'artigianalità con cui la famiglia Cirigliano prepara i suoi prodotti, e la bontà unica e genuina che potete trovare ad ogni morso.

Servizi

CAVALLO DI BATTAGLIA

I prodotti del Caseificio Cirigliano sono caratterizzati da una lavorazione Artigianale con la A maiuscola. Le ricette e le tecniche di lavorazione sono quelle tradizionali tramandate di padre in figlio nel corso delle generazioni che si sono susseguite alla realizzazione dei vari prodotti. Si comincia molto presto al mattino per le prime lavorazione, e si usa solo latte di altissima qualità proveniente da allevamenti della zona circostante e della vicina Basilicata, dove tutto ebbe inizio. Tutti i prodotti sono poi realizzati a mano, senza l’ausilio di macchinari.

Mozzarella, ricotta e formaggi pugliesi

La produzione del Caseificio Cirigliano ha il suo prodotto di punta nella mozzarella fiordilatte, preparata secondo l’antica ricetta del 1920 e declinata in più formati, come i nodini, i “nodoni” e la treccia. La ricotta è un altro caposaldo del caseificio, insieme ai tipici prodotti freschi pugliesi come la burrata, la stracciatella e il cacioricotta, ma anche la mozzarella affumicata. Non mancano inoltre i formaggi più stagionati, come il caciocavallo, le scamorze e i pecorini (o vaccini) più invecchiati. Una caratteristica importante della produzione casearia di Cirigliano è l’utilizzo del siero innesto, che ha una funzione simile al lievito madre per i panificatori. La tecnica del siero innesto, molto antica ed utilizzata ancora oggi nella produzione biologica, permette di ridurre la quantità di lattosio nel prodotto, rendendolo più digeribile. Ne guadagnano anche il gusto, grazie ad un sapore più intenso e consistente, e la salute, in virtù di un minor utilizzo di sale per le preparazioni.

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